ROBOETICA : “STRANIERO TRA GLI UOMINI, MA AMBIZIOSO DI DIVENTARE UNO DI LORO”

Il laboratorio di bioetica del Chiabrera Martini di Savona si confronta col tema e partecipa alla XIII Conferenza Nazionale di Bioetica per le Scuole

di Beatrice Gavioli, Veronica Turturro, Marika Coppola e Caterina Dalla Libera (anno scolastico 2017/2018 – Classe 5B – Liceo Scientifico A.Roiti di Ferrara)

Aree tematiche di riferimento: robotica, bioetica, filosofia della scienza
Stato attuale del progetto: in essere
 

Con questo articolo vogliamo focalizzare la vostra attenzione sull’intervento del Liceo Chiabrera Martini di Savona, curato dalla prof.ssa G.Bardi, portato alla “XIII CONFERENZA NAZIONALE DI BIOETICA PER LE SCUOLE”, avvenuta nel 2017.

Locandina “XIII Conferenza Nazionale di Bioetica per le scuole

Urgenze morali

Dopo la scoperta della struttura del DNA nel 1953, nel giro di circa quindici anni, la ricerca in biologia molecolare ha portato gli scienzati a comprendere le regole di base della lettura del codice genetico. Nel 1972 con la nascita della tecnologia del DNA ricombinante, sorgono i primi interrogativi circa la correttezza sul piano etico per quando riguarda la modifica del corredo genetico dell’uomo.
Nel 1981 C. Grobstein afferma: “Se per lungo tempo siamo stati una specie che crea il proprio ambiente, ora dobbiamo affrontare il problema se diventare o no una specie che si autocrea. Questa è la natura della nuova grande transizione cui ci stiamo avvicinando”. Da questa citazione, possiamo cogliere l’inizio della discussione sull’intervento dell’etica nel campo della biologia. Questa nuova scienza è chiamata Bioetica e si occupa dei problemi morali nell’ambito delle scienze biomediche; ha come obiettivo definire i criteri e i limiti della pratica medica e della ricerca scientifica affinchè il progresso avvenga nel rispetto di ogni essere umano.

Si tratta, quindi, di un argomento moderno e molto discusso. Per questo motivo nasce in Italia, nel 1990, il CNB (Comitato Nazionale di Bioetica) *1, che tra le altre attività organizza anche un ciclo di conferenze per le scuole, che si svolge ogni anno in una città diversa, trattando di volta in volta un argomento differente. Durante l’anno scolastico 2016/2017 si è tenuta a genova la “XIII Conferenza Nazionale di Bioetica per le scuole”, con la Roboetica come tema cardine.

Ma cos’è la Roboetica?

È una branca della Bioetica che tratta dell’etica applicata alla robotica. Si occupa di valutare, regolare e limitare lo sviluppo della tecnologia robotica, considerando il suo impatto nei rapporti con l’uomo e con la società umana in generale. È l’etica degli umani che progettano, costruiscono e usano robot.
Il robot è una macchina in grado di svolgere azioni senza bisogno del controllo e della guida da parte di un umano, per questo i robot, capaci di svolgere alcune mansioni più velocemente ed efficacemente degli uomini a un costo minore, hanno dapprima avuto una larga diffusione nel mondo dell’industria, poi nella vita quotidiana.

Robot e emozioni nell’intervento degli studenti savonesi

Conosci il “Piccolo Principe”? Adesso che conosci i robot, trovi qualche somiglianza tra i due ?

Disegno tratto dal capitolo XXI de “Il Piccolo Principe”

Non ti darò subito la risposta, ma qualche indizio sì.

Sta a te ricollegare il tutto.

Se hai letto il racconte di Antoine de Saint Exupery, ti ricorderai sicuramente che nell’episodio della volpe *2, il Piccolo Principe mostra una particolare curiosità nei confronti della parola “addomesticare”, e la risposta che riceve è “creare legami”.

Il fatto è che il protagonista ignora il significato di ogni emozione, proprio come un robot.

Ecco il punto di partenza della riflessione portata alla conferenza da Sara Frumento e Teresa Debernardi, studentesse del Liceo Chiabrera Martini di Savona, che si sono concentrate sul rapporto sentimentale umano-robot.   Il titolo della loro presentazione era infatti “I Robot e la Felicità”.

Alla nostra domanda: <<Puo’ l’uomo trasmettere emozioni alla sua creazione ? >> le nostre colleghe del Chiabrera Martini hanno risposto : << Si, ma solo attraverso la programmazione. Tramite questo procedimento, il robot puo’ simulare il processo mentale del suo creatore.  Ad esempio ICUB *3, è un androide che simula un bambino, è in grado di capire semplici comandi vocali, se gli viene chiesto di prendere un pupazzo, lo afferra, ma se sbaglia, si corregge fin quando non ci riesce; se fa bene qualcosa, sorride, perchè progettato per imparare.  È capace di “esprimere” emozioni (gioia, disappunto, sorpresa) verso i suoi interlocutori, ma solo con una simbologia convenzionale resa per mezzo di luci che gli si accendono sul volto.

ICUB

In questo senso più sofisticato appare Pepper *4, che, a differenza di ICUB, è un androide da compagnia che viene anche utilizzato come commesso “ideale”, capace di dialogare con i clienti, consigliarli e fornire loro informazioni sui prodotti.  Pepper utilizza dei microfoni e una telecamera 3D per interagire con l’ambiente esterno e per comprendere lo stato d’animo dell’uomo a seconda del tono di voce, della posizione della testa e della postura che assume mentre parla.>>

Pepper

Se poi ci chiediamo – proseguono Sara e Teresa – che tipo di emozioni i robot sucitano nell’uomo, la risposta è che sì, le suscitano, ma ció che ci fanno provare non è sempre positivo.  Come dimostra l’esempio storico del luddismo *5.  La letteratura ha spesso trattatio il tema della convivenza tra uomini e robot sondando ampiamente il livello psicologico.  Il cinema più recente,  in particolare, ha cercato di evidenziare le sensazioni positive che i robot ci trasmettono.  I titoli sono celebri: da  “Ex Machina” *6 “L’Uomo Bicentenario” *7.

Il punto di vita di una docente di filosofia del Chiabrera Martini, la Prof.ssa Bardi

L’approfondimento portato alla Conferenza di Genova dalle due studentesse è stato con l’aiuto della loro Prof.ssa di filosofia, Gloria Bardi, che, da qualche anno a questa parte, si occupa di trattare nelle classi del triennio, temi di attualità legati alla Bioetica. Ha cercato di trasmettere la propria passione ai suoi studenti e di far crescere in loro uno spirito critico.

Quindi  ha deciso di dedicare un’ora a settimana delle sue lezioni in preparazione al progetto che i ragazzi di quinta, in veste di relatori, avrebbero portato alla conferenza.
Dato che i temi trattati non sono semplici, la prof.ssa Bardi, nei primi due anni del triennio, ha ‘preso per mano’ i suoi allievi e li ha avvicinati al mondo della Bioetica tramite la visione di film e dibattiti aperti in classe.

Durante il quinto anno invece la Prof.ssa Bardi ha in un primo momento fornito alla classe un elenco di parole che gli studenti avrebbero dovuto collegare ai robot.  Termini come: morte, felicità, bellezza, e molte altre.  I ragazzi hanno poi presentato le loro ricerche ai compagni, e, con una votazione, hanno scelto il progetto migliore, quello che li rappresentava di più, che è stato, appunto, portato alla conferenza.

In un secondo momento gli studenti hanno letto e commentato degli articoli, come quello pubblicato sull’Espresso, riguardante il pensiero di G. Leonhard, che ha stimolato la loro curiosità sui concetti di ‘singolarità’ *8 e’ transumanesimo’ *9.
Hanno trovato nel ‘transumanesimo’ un’analogia con il pensiero di Nietzsche a proposito della necessità umana di superamento. In entrambi i casi viene riconosciuto il fatto che l’essenza della vita umana non stia nel preservarsi, ma nell’estendere il proprio essere.  L’uomo diventa protagonista, “prende l’evoluzione nelle sue mani”*10.

Nelle parole della stessa Prof.ssa Bardi: <<Ho trovato interessante come Sara e Teresa hanno affrontato l’argomento, riuscendo ad intrecciare la letteratura e la scienza. Hanno costruito una scala a pioli da percorrere lentamente, e, man mano che sali, incontri qualcosa di nuovo, raccogli una chiave per riaprire quei cassetti che avevi chiuso.  Non importa quanti anni hai, puoi sempre imparare a fare collegamenti tra le tue conoscenze.  Avresti mai pensato a una somiglianza tra il robot e il principe della fiaba di Saint Exupery ?  Io no di certo.   Questo tema mi ha coinvolto particolarmente e mi ha fatto riflettere su come i robot potrebbero influenzare il futuro.  Sono dell’idea che il progresso tecnologico debba avere un effetto positivo; un esempio puo’ essere il miglioramento in campo sanitario, per l’aiuto dei disabili.  Tuttavia non si puo’ negare che l’eccessivo sviluppo della robotica sia potenzialmente controproducente.>>

Est modus in rebus.


Note:

*1 Il CNB svolge sia funzioni di consulenza presso il Governo, il Parlamento e le altre istituzioni, sia di informazione nei confronti dell’opinione pubblica sui problemi etici emergenti.

*2 Il capitolo XXI racconta l’incontro tra il Piccolo Principe e la volpe che chiede di essere addomesticata, perché stanca della sua vita monotona e triste. Il tema fondamentale sta nel fatto che l’affetto rende unica ogni cosa. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.”

*3 ICUB è stato costruito dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova.

*4 Pepper è stato costruito dai giapponesi di SoftBank Robotics.

*5 Il luddismo è un movimento, sviluppatosi nel XIX secolo con la Seconda Rivoluzione Industriale, che vedeva come protagonisti gli operai,  contro l’inserimento delle macchine all’interno delle fabbriche; questa ostilità li portò a distruggere i telai meccanici, per evitare di essere rimpiazzati da loro.

*6 Caleb è un giovane programmatore che si aggiudica la possibilità di trascorrere una settimana nella casa in montagna di Nathan Bateman, l’amministratore delegato della società per la società per cui lavora. Nathan gli rivela subito che la sua casa è un grande laboratorio di ricerca dove da solo ha progettato e costruito una macchina umanoide, Aba, dotata di intelligenza artificiale. Caleb è stato scelto, attraverso il concorso, per collaborare all’esecuzione del test di Turing per capire se l’umanoide abbia una vera intelligenza e coscienza di sé. Il giovane programmatore inizia subito il test, incontrando il robot dalle sembianze femminili e cominciando a parlargli, sorprendendo di quanto sia intelligente, sensibile e simile ad un essere umano.

*7 È la storia di un robot positronico (robot di servizio), di nome Andrew Martin. Andrew ha una dote innata per l’intaglio del legno. Nel corso del film si accorge di poter provare dei sentimenti e elabora il desiderio di diventare uomo.

*8 La singolarità è il momento in cui le tecnologie maturano al punto da modificare rapidamente a cascata il corpo, le capacità e l’intelligenza umana, creando di fatto un essere 2.0 che vada a sostituirsi all’homo sapiens.

*9 Il transumanesimo è il movimento che ripone completa fiducia nella tecnologia, in quanto capace di emancipare la condizione umana da sofferenza e invecchiamento, ma anche da egoismo e avidità.

*10 Argomento trattato in un articolo del National Geographic dell’aprile del 2017, “The Next Human”.

 

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